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Alimentazione sana: perché mangiare sano non é solo una questione di peso

abitudini sane alimentazione stile di vita Oct 18, 2021

Scommettiamo che quando pensi a mangiare sano ti viene in mente l’ultima dieta che hai provato a fare?

L’alimentazione sana è spesso connessa solo all’idea del corpo sano ed esteticamente piacevole. Spesso ci concentriamo sull’impatto del mangiare sano sul nostro corpo e sulla nostra salute fisica dimenticando completamente di prendere in considerazione gli effetti che questa ha sulla salute mentale e sulla nostra psiche.

In questo articolo esploriamo la connessione tra corpo e mente nella relazione tra il modo in cui mangiamo e come ci sentiamo psicologicamente e fisicamente e di come una alimentazione sana giochi un ruolo fondamentale nella nostra quotidianità.

Puoi anche ascoltare quanto trattato in questo articolo nell'episodio 14 del podcast Healthy Busy Life, cliccando qua sotto:

Una breve introduzione scientifica: il secondo cervello

Sappiamo che il nostro cervello é l'organo che controlla le nostre emozioni, le nostre sensazioni e i nostri pensieri. Tuttavia, questa è una valida semplificazione perché non fa tutto da solo. La letteratura scientifica dell’ultimo ventennio ha sviluppato il concetto del second brain, ovvero il “secondo cervello”.

Il nome è stato assegnato ad una parte del nostro corpo che vanta un network – ovvero una rete – di centinaia di milioni di nervi ovvero il sistema nervoso enterico. In altre parole, la parte del sistema nervoso che si trova nel sistema digerente.

Grazie a una intricata connessione di nervi e neurotrasmettitori, che gli permettono di portare avanti il proprio compito autonomamente dal nostro cervello, il sistema digerente è connesso a quest’ultimo fisicamente e biochimicamente.  

 

La connessione fisica: il nervo vago

La connessione fisica avviene tramite il nervo vago: questo collega il cervello al nostro addome e conduce una comunicazione bidirezionale tra le parti. Questa è una comunicazione preponderante nella nostra emotività: il nostro sistema digerente produce il 90% della serotonina – poeticamente detto ormone della felicità – un neurotrasmettitore fondamentale presente nel nostro corpo.

Ti sarà capitato di notare che quando ci sentiamo stressati ansiosi lo avvertiamo proprio nella pancia.  Esempi sono le famose “farfalle nello stomaco” che proviamo quando siamo emozionati o tesi ma anche le reazioni varie e scomposte del nostro intestino agli esami all’università o alle presentazioni del lavoro.

 

La connessione biochimica: il microbioma

Mangiare in maniera sana contribuisce al modo in cui ci sentiamo e a come gestiamo la nostra quotidianità. La motivazione con cui ci svegliamo la mattina, quanto ci sentiamo felici, quanto ci sentiamo equilibrate o piuttosto sopraffatte, nervose o ansiose dipende da cosa mangiamo.

Questo per colpa o merito del microbioma. Il microbioma è una “colonia” di trilioni di batteri che vivono naturalmente nel nostro intestino.  Questo comunica ed interagisce costantemente con il nostro cervello e con il nostro sistema immunitario e apporta un contributo sostanziale alla nostra digestione. Mangiando, alimentiamo anche questi batteri secondo le “loro” preferenze.

Ciò che mangiamo cambia la varietà – ovvero la composizione - del nostro microbioma e quindi tutto quello che il nostro microbioma può fare. Quando il microbioma è principalmente composto da batteri buoni, questi coopereranno attivamente con il nostro organismo e aiuteranno nel processo digestivo. Se invece il microbioma è composto da batteri “cattivi” esso sarà disfunzionale e ci causerà problemi.  

 

I processi infiammatori: campanelli d’allarme

Questi problemi sono normalmente concentrati in cosiddetti processi “infiammatori”. L'infiammazione che deriva da un'alimentazione non sana e non equilibrata può portare malattie croniche importanti che possono condurre a tumori, malattie neurodegenerative o problemi cardiocircolatori.

Ma non è solo l’impatto nel lungo periodo che dovrebbe preoccuparci, poiché anche la nostra quotidianità risente di questi problemi: dal punto di vista psicologico siamo infatti esposti a sintomi depressivi e sbalzi di umore, oppure abbiamo la costante sensazione di essere fuori equilibro emotivamente. Dal punto di vista della salute fisica invece siamo più esposti a malattie data la compromissione del nostro sistema immunitario.

Il nostro corpo è così impegnato a combattere l’infiammazione da lasciarci senza energie e risorse da indirizzare alle cose che per noi sono importanti. Tutto questo finisce poi per intaccare la nostra autostima e la sensazione di controllo che abbiamo rispetto alla nostra vita.

 

Perché non farne una questione aspetto fisico

Una alimentazione adeguata è volta a fini ben più rilevanti del controllo del peso. Molte persone arrivano a prendere consapevolezza di dover mangiare in maniera sana soltanto quando c'è un evidente aspetto fisico o esteriore in gioco - come la perdita di peso.

Quante volte abbiamo sentito dire o abbiamo pensato: “ma quanto è fortunata lei che può mangiare quello che vuole e non ingrassa?”. La risposta corretta a questa domanda è questa: “Magari si, ma non vuol dire che nel suo corpo non ci siano in corso processi infiammatori che potrebbero creare danni più o meno irreparabili.” Anche da normopeso è importante nutrire il nostro corpo adeguatamente perché questo avrà un impatto sul modo in cui gestiamo la nostra vita e la nostra quotidianità.  

 

Imparare le basi di una buona alimentazione

Possiamo lavorare su tutto il resto: sul nostro mindset, le nostre abitudini ecc… ma se non mettiamo nel nostro corpo il giusto carburante non abbiamo alcuna possibilità di evolvere, raggiungere il nostro massimo potenziale e performare meglio nella vita personale e professionale.

Prenderci cura della nostra alimentazione significa imparare a selezionare i cibi che alimentano la parte buona del nostro microbioma lasciando morire di fame quelli “cattivi” che ci causano tutti i sintomi descritti sopra e che si alimentano solitamente su zuccheri, carboidrati raffinati e junk food. Dovremmo invece preferire cibi che nutrono il microbioma buono: se questi sono in maggioranza porteranno avanti il loro compio in maniera efficiente.

Una lista riassuntiva di questi cibi:

  • carboidrati complessi nella forma di verdure e di frutta - ma non troppa frutta perché è molto zuccherina
  • cereali integrali
  • cibi ricchi di fibre
  • legumi
  • grassi buoni - in particolare gli omega3 fondamentali per il corretto funzionamento del nostro cervello.

 

Da dove cominciare – un cambiamento graduale

Prendere in mano la tua alimentazione ti sembra difficile? Hai fallito in precedenza e non credi di riuscire a farlo ora?

Ricordati che c’è molto di più in gioco della tua apparenza. C'è la capacità di performare al lavoro, di essere presente con la tua famiglia, di essere energica e goderti il tuo tempo libero invece di crollare sul divano guardando la televisione perché hai esaurito tutte le tue energie già dal primo pomeriggio.

Immagina di svegliarti al mattino con un microbioma che ti aiuta a produrre serotonina e dopamina- gli ormoni del piacere e della felicità. Ti senti motivata non solo ad affrontare la tua giornata e ad affrontare le tue responsabilità ma anche a fare qualcosa di più e magari uscire dall'attuale comfort zone. Ti senti bene con te stessa, la tua pelle è luminosa e le persone intorno a te lo notano. Sei orientata a perseguire obiettivi personali o professionali e ad avere successo in quello che fai, vivi una vita equilibrata, vibrante e piena di energie.

Come tutti i cambiamenti positivi destinati a durare, non sarà un processo che avverrà dal giorno alla notte, e se ti è capitato di fallire magari è proprio perché hai provato ad agire con la mentalità del tutto o niente. L’alimentazione, così interconnessa con la nostra emotività, può essere cambiata solo agendo gradualmente e ascoltando le reazioni del nostro corpo.

Per questo io ti consiglio di iniziare da un detox. Inizia a cambiare la tua alimentazione rimuovendo dal tuo corpo le tossine e riducendo i processi infiammatori già in corso.

Iniziando con un breve reset ti consiglio il mio programma 7-day Reboot: assaporerai cosa significa adottare un'alimentazione antinfiammatoria e sentirai l’impatto sul tuo corpo, sul tuo livello di energia e nella tua capacità di concentrarti.

Nel 7-day Reboot – partendo da una settimana di Detox - ti aiuto a gettare le basi di una alimentazione sana e consapevole che non sia orientata alla perdita di peso, ma che ti aiuti a leggere e ad ascoltare i segnali del tuo corpo per ritrovare il tuo equilibrio naturale.

Intanto, una sopresa per te: ecco il mio Freebie, ovvero un giorno di Detox, con ricette semplici e veloci per una giornata di “restart” per il tuo corpo!

 

 

 

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