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litigi, conflitti, comunicazione

Gestione dei conflitti: come “litigare bene”

crescita personale relazioni Dec 22, 2022

È quasi Natale, periodo bellissimo, ma le festività sono anche un periodo stressante: passiamo un sacco di tempo a stretto contatto con i nostri familiari e spesso le tensioni sfociano in conflitti che possono rovinare le feste... a meno che non impariamo a gestirli al meglio.

Come fare? Te lo racconto in questo articolo, che puoi anche ascoltare in versione audio sul Podcast Healthy Busy Life:

 

 

Litigi: impara il controllo emotivo

Litigi – che potere hanno di ribaltarci le giornate e le settimane! A volte distolgono il nostro focus dai nostri obiettivi e non ci permettono di fare progressi. Litigi e discussioni mettono in discussione chi siamo, ci possono prosciugare emotivamente e fare perdere fiducia in noi stesse. Quando non gestiti adeguatamente, ci portano un insieme di emozioni: dalla rabbia, ai sensi di colpa, alla frustrazione, al senso di inadeguatezza, di una portata tale che possono veramente essere una distrazione costante nelle nostre giornate e immobilizzarci.

Partiamo da un presupposto: non tutti i conflitti valgono la pena di essere affrontati. Da alcuni litigi possiamo distaccarci e decidere che è una battaglia che non vale la pena portare avanti. Specialmente quando nascono da una necessita di “dramma” fine a sé stesso, di gossip, di conversazioni, scenate e confronti che non hanno lo scopo di risolvere nulla. Da queste relazioni tossiche vogliamo dissociarci, come ti spiego meglio in questo post!

Però ci sono litigi che possono essere veramente fondamentali per sviluppare le nostre relazioni, elevarle e portarle ad un livello di connessione più profondo... purché vengano affrontati nel modo giusto. Questo è vero anche e soprattutto nelle relazioni di coppia, scopri come migliorarle in questo post!

 

10 modi per gestire i litigi

Ecco 10 consigli per poterlo fare:

 

  • Vuoi avere ragione o vuoi mantenere quella relazione? Il nostro ego ci porta a fare cose per proteggerlo, ma spesso la cosa più smart e che ha più senso fare non è quella. Vuoi fare quello che ti dà ragione o quello che funziona? Pensa alla visione che hai per quella relazione, immagina l’altra persona non come un avversario ma come qualcuno che è parte del tuo team, che vuole le cose che anche tu vuoi, ma che in questo momento potrebbe averti ferito o potrebbe sentirsi ferito per qualcosa che tu hai fatto, non fatto, detto o non detto.

 

  • Pensa alla persona che vuoi essere, la te ideale: “Come voglio mostrami in una situazione di conflitto? Come voglio essere percepita e quale versione di me mi farà uscire più vincente e fiera?”

 

  • Pensa alle conseguenze del conflitto e del tuo modo di comunicare: come vuoi sentirti quando esci da quella conversazione? Forte e allineata ai tuoi valori oppure in colpa, frustrata e con quella sensazione di sconfitta?

 

  • Non accusare, ma condividi come ti senti: Sii onesta. È tipico per le persone nascondere le proprie emozioni durante un conflitto, ma nel condividere come ti senti riuscirai a rispondere in maniera più mindful, autentica e compassionevole. Questo mi porta al punto successivo:

 

  • Sii vulnerabile, così che anche l’altra persona lo possa essere. Una delle cose più difficili è ammettere come effettivamente possiamo aver contribuito in quel conflitto. Ma solo così puoi portare quella conversazione al livello che ha bisogno di raggiungere per arrivare ad una risoluzione costruttiva.

 

  • Non soffermarti sulle parole, cerca di pensare alle intenzioni. Perché state avendo questo conflitto? “È veramente perché mi sono dimenticata di comprare il latte o perché non ho mostrato attenzione a quella persona nell’ultimo periodo?”

Per comprendere le intenzioni e quello che c’è sotto dobbiamo ascoltare attivamente, andare oltre a ciò che viene detto: quando siamo in una conversazione qualsiasi, ancora più in una situazione di conflitto, non stiamo veramente ascoltando. Quello che stiamo veramente facendo è, sulla base del pregiudizio che abbiamo su ciò che l’altra persona dirà, preparare la nostra risposta, la nostra difesa e il nostro attacco. Non ci fermiamo a capire “Ma cosa mi sta veramente dicendo?”. Per esempio, se qualcuno ti dice “Sei di nuovo in ritardo!” quello che tu puoi percepire è un attacco personale al tuo ego, perché quella persona non ha saputo comunicare con empatia e tu hai percepito un’accusa. A ciò magari rispondi violentemente (anche se con toni pacati) “Ho avuto una giornata infernale, devo raccontarti quante cose ho fatto oggi?”

Vogliamo ragione, ma in realtà dietro quel “Sei di nuovo in ritardo” c’è “Non ti sei preoccupato di me, del fatto che potessi aver bisogno di te, non mi sento capita o ascoltata nei miei bisogni”. Se vediamo le cose in questo modo, la nostra risposta sarebbe diversa, sarebbe “Hai ragione, mi dispiace”. Punto, non aggiungere altro. Non aggiungere "ma". Fai sentire quella persona ascoltata, che è quello di cui ha bisogno, non ti preoccupare di avere ragione!

 

  • Sii tu il cambiamento: So che non è facile avere una conversazione empatica con qualcuno che ti sta attaccando e che non sta a sua volta usando una comunicazione empatica. Ma se tu lo sai, anche perché sei qui ad ascoltarmi, puoi essere tu la guida, puoi essere tu il cambiamento e mostrare un nuovo modo di approcciare il conflitto. Perché sempre tu? Perché sai quello che funziona e sei intelligente da un punto emotivo abbastanza da voler fare quello che funziona. Nessuno ci riesce il 100% delle volte, questo è chiaro – ma anche se ci riesci il 20% è un grandissimo traguarda nel mettere le basi per un dialogo costruttivo. Inizia tu: sai comunicare i tuoi bisogni? Se vuoi imparare a farlo in modo più efficace, leggi questo post!

 

Ecco, ti tendo qui una mano: se vuoi essere quella persona e cominciare a lavorare su te stessa, ti invito ad unirti ad Academy, il mio percorso di crescita personale che ti accompagnerà, passo dopo passo e con il supporto di una Community fantastica, nella tua evoluzione verso la migliore e più elevata versione di te stessa, che è già dentro di te ma aspetta solo di essere scoperta.

 

 

  • Crea spazio per l’altra persona, non interromperla, lasciala condividere, rilassa il tuo volto, esprimi empatia e compassione. Siete entrambi, probabilmente, vivendo con difficoltà questo confronto e, in questo, siete uniti.

 

  • Prenditi tempo se ti serve: A volte non essere impulsivi e prendersi del tempo per riflettere aiuta. Prenditi del tempo per formulare ciò che vuoi comunicare all’altra persona, con lo scopo di arrivare al migliore output possibile. E se il conflitto è iniziato dall’altra persona, non ti sentire in obbligo di rispondere e difenderti subito. Se necessario, prenditi un timeout, chiedi del tempo per riflettere e tornare da quella persona con una risposta che sia più tarata e costruttiva.

 

  • Non pensare che devi dire tutto: e sicuramente non tutto nel momento del litigio, che potrebbe non essere appropriato. Ho trovato grande saggezza su questo tema nel libro “Della Dissimulazione Onesta” di Torquato Accetto. Dice che la virtù spesso sta nel non dover necessariamente dire tutto, ma a volte nel dissimulare in maniera onesta. Ciò non significa ingannare l'altro, ma lasciare alcune informazioni non dette in quel momento, perché l'altra persona potrebbe non essere in grado di ascoltare e capire veramente quello che gli/le stai dicendo. Tu, che hai maggiore sensibilità, prova a condividere le cose che sono utili ai fini di rendere costruttiva e non controproducente quella conversazione. Per farlo devi controllare la rabbia e la frustrazione e non "vomitare" sull'altro tutto quanto per liberarti.

 

La cosa più importante da sapere è che per gestire al meglio i conflitti e le nostre relazioni non possiamo che partire dal lavoro su noi stesse. Tutto quello che vi ho raccontato in questo post è il frutto di un percorso che ti porti ad essere una persona che sa chi è, conosce i propri valori, sa come vuole mostrarsi al mondo in ogni circostanza, sa come gestire e regolare le proprie emozioni e ha intenzione di migliorarsi costantemente.

Sei pronta a mettere in atto il tuo cambiamento positivo? 

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