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Perché non smetto di mangiare: rimedi alla fame nervosa

fame nervosa Sep 14, 2021
macarons, Perché non smetto di mangiare: rimedi alla fame nervos

Ti è mai capitato di mangiare anche quando non hai veramente fame? O di pensare ossessivamente al cibo? O di usare il cibo per coccolarti quando ti senti triste, stressata, stanca o, in generale, cerchi di distrarti o gestire alcune emozioni? In questo articolo parliamo della fame nervosa, o fame emotiva, e di come riconoscerla e gestirla.

Puoi approfondire questo argomento anche ascoltando l'Episodio 9 del mio Healthy Busy Life podcast. Clicca qua sotto per ascoltare:

 

Ti racconto la mia esperienza

Se mi segui da un pò sai che la fame emotiva è un argomento che mi sta molto a cuore. Tuttavia, se non mi conosci, ecco in breve la mia esperienza personale.

Ho cominciato ad essere una mangiatrice emotiva molto presto. Me ne sono resa conto a posteriori, ma già da bambina, quando avevo probabilmente 8 o 10 anni, soffrivo già di fame nervosa. Mi ricordo in particolare questa festa di compleanno: tutti i bambini giocavano mentre io continuavo a tornare al tavolo dei dolci e mangiare. Quella volta, ricordo, mangiai al punto da sentirmi male.

Già a quell’età mi rendevo conto che quello non era un comportamento normale, già a quell’età soffrivo di sensi di colpa e già a quell’età mangiare in questo modo aveva un impatto sulla mia autostima. Durante l’adolescenza queste emozioni negative si sono addirittura amplificate e la mia fame nervosa è arrivata quasi a sfociare verso disturbi alimentari, latenti per fortuna, dai quali ero afflitta. La fame emotiva non era semplicemente un modo per gestire lo stress o la stanchezza, come nei casi più comuni, ma era diventato qualcosa di più. Un indicatore molto più importante della mia salute.

 

Che cos'è la fame nervosa

Per fame emotiva o nervosa intendiamo la situazione in cui usiamo il cibo non per rispondere ad un bisogno fisiologico – la fame vera e propria - ma come strumento per combattere la stanchezza, gestire lo stress, distrarci o magari per compensare alcuni squilibri emotivi. La fame nervosa si scatena da un senso di disagio o da uno stress fisico o emotivo. Poiché non vogliamo sentire il disagio, e poiché il nostro cervello si impegna ad allontanarci da questa sensazione quanto più rapidamente possibile, sfruttiamo il cibo come palliativo.

Molto spesso mangiando anche oltre il nostro livello di sazietà provocandoci delle emozioni negative come sensi di colpa e vergogna che agiscono negativamente anche sulla nostra autostima. In altre parole, generiamo una nuova fonte di disagio, che viene compensata con altra fame nervosa in un circolo vizioso da cui diventa piuttosto complesso uscire.

 

Riconoscere la fame emotiva

Una delle domande che mi viene spesso fatta dalle mie clienti è: ma come faccio a riconoscere la fame nervosa dalla fame fisica? A volte è veramente difficile distinguere l'una dall'altra. La realtà è che abbiamo perso un po’ la connessione con il nostro corpo e spesso non sappiamo se abbiamo fame, se siamo sazi o quale sia il nostro livello di sazietà ad un dato momento. Molto spesso la nostra mente confonde l'appetito fisico con altri appetiti. Appetiti di altre cose che mancano nella nostra vita o che non sono in equilibrio: questi sono tutti segnali importantissimi che dovremmo imparare ad ascoltare.

 

Una premessa importante

La fame nervosa o emotiva è assolutamente normale e quasi tutti, ad un certo punto nella nostra vita, ci siamo passati. Soffrirne non ci rende assolutamente sbagliati e non dovrebbe provocare un senso di vergogna.

La connessione tra cibo emozioni é primordiale: quando nasciamo, anche se non veniamo allattati al seno, veniamo nutriti mentre siamo abbracciati. Da sempre associamo le coccole, il calore umano con l’atto del nutrirci ed alimentarci. Utilizzare il cibo come comfort è una reazione umana e naturale. Imparare a riconoscere le cause di questo comportamento non solo aiuta a combattere la fame nervosa ma migliora la nostra vita e fornisce importanti spunti per lavorare su noi stesse.

 

Distinguere tra cibi primari e secondari

Una lezione importantissima che ho ricevuto nella mia formazione da coach è che esistono due tipi i cibi: primari e secondari. Gli ultimi sono i cibi secondo definizione ovvero ciò noi mangiamo -  la pasta, la frutta, la verdura, la carne – e tutto quello che diamo a nostro corpo per nutrirci fisiologicamente.

Tuttavia, noi non ci alimentiamo soltanto con il cibo. Talvolta abbiamo fame di amore, di intimità, di connessione, di divertimento, di avventure, di spiritualità, di self care , di realizzazione ecc. Queste menzionate, e molte altre, sono tutte forme di nutrimento e sono detti cibi primari. Il nostro equilibrio fisico mentale ed emotivo dipende da essi: se restiamo affamati di cibi primari, se non soddisfiamo determinati appetiti avremo costantemente fame e non riusciremo a saziarci. Non c’è dieta al mondo, piano alimentare o detox che possa bloccare la fame nervosa quando abbiamo fame di un cibo primario. Ma come fare a prendere il controllo di questo comportamento?

 

Primo passo: non lasciarti definire dalla fame nervosa

Nella mia esperienza il punto di svolta è stato capire che la fame emotiva e la fame nervosa di cui soffrivo non erano qualcosa che mi qualificava, ma un comportamento e dunque nulla di ascrivibile alla mia identità. La buona notizia, dunque, era che sarebbe stato meno impossibile del previsto cambiare rotta.

Se pensiamo che una determinata attività ci rappresenti o definisca chi siamo facciamo difficoltà a credere che quella cosa possa cambiare. E per questo falliamo in tutti i tentativi di migliorare il rapporto con il cibo e gestire la fame nervosa. Nel momento in cui invece realizziamo che la fame emotiva è un comportamento, diventa più realistico immaginare come correggerlo.  

 

Secondo passo: questo comportamento è un indizio

E come un detective, possiamo smettere di giudicarci e indagare quali sono le cose nella nostra vita che non funzionano o dove manca l’equilibrio. Ciò, partendo anche dal presupposto che è normale che ci siano cose che non vadano ad un dato momento: quello su noi stessi è un lavoro continuo. Magari in un'area stiamo bene, ma ce ne sono altre tre che richiedono la nostra attenzione. La fame nervosa diventa un segnale importante da ascoltare ed interpretare.

Tre consigli per iniziare a gestire la fame nervosa

  1. Non pensare che tu sia sbagliata.

La fame emotiva non ti definisce come persona. Piuttosto è un comportamento che puoi decidere di modificare.

  1. Sii curiosa: scopri qual è effettivamente il tuo appetito nascosto e quali dei cibi primari ti fa gola.

Utilizzando la fame nervosa ed emotiva come un'opportunità ti darà la consapevolezza e la tranquillità per poter lavorare su te stessa.  

  1. Scopri i triggers – le cause scatenanti - della tua fame nervosa.

Così facendo sarai anche in grado di sviluppare delle strategie specifiche che ti permettano di andare a nutrirti adeguatamente, non con il cibo, ma con le altre cose che ti mancano.

 

Se hai bisogno di aiuto con la tua fame nervosa

Ho sviluppato per te un corso che ti aiuterà a definire i tuoi appetiti nascosti e a sviluppare, in maniera molto semplice e pratica, una strategia per poterli nutrire adeguatamente, così che imparerai a gestire, una volta per tutte la fame nervosa.Nel corso discuteremo di 5 tipologie di “fame emotiva”:

  1. Fame di self care - ecco per te qualcosa a riguardo!
  2. Fame di riposo
  3. Fame da stress o sopraffazione
  4. Fame da controllo emotivo
  5. Fame di compassione

Se qualcuna di queste ti suona familiare e vuoi saperne di più su come porvi rimedio di più il mio corso è quello che ti serve. Nel corso, infatti, ti aiuto a identificare i tuoi appetiti e a scavare sotto la superficie per capire a cosa sono dovuti e come saziarli adeguatamente.

La fame emotiva è un sintomo che abbiamo costantemente davanti agli occhi: non possiamo essere ciechi a meno che non lo vogliamo. Ti invito a fare attenzione, ad osservarti a ad essere curiosa: vedrai che ne usciranno cose buone.

 

 

 

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