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perfezionismo limiti, insicurezza

Quando il perfezionismo limita la crescita personale

crescita personale mindset Dec 20, 2022

 

Quante volte ti sei frenata o hai procrastinato per paura di non fare un buon lavoro, di esporti o di essere giudicata? O ti sei stressata e ti sei trovata soffocata dall’ansia e dalla sopraffazione, lavorando il triplo di chiunque altro per mostrare che sei la migliore? Se ti succede spesso è molto probabile che tu sia una perfezionista.

In questo articolo ti parlerò delle caratteristiche in cui potresti riconoscerti e di come puoi superare i limiti del perfezionismo.

Se preferisci puoi anche ascoltare ill Podcast Healthy Busy Life, disponibile cliccando qui sotto:

 

 

Come si sviluppa il perfezionismo

Se c’è qualcosa che ostacola il nostro vivere una vita autentica, equilibrata, gioiosa, in cui ci possiamo esplorare, crescere ed evolvere questa è il perfezionismo. Una caratteristica che per tanto tempo avevo creduto essere positiva e che, invece, mi sono resa conto nascondere tantissime insicurezze, resistenze, paure che o mi hanno bloccato o mi hanno fatto vivere con estremo stress ed ansia certe situazioni.

Tante di noi sono perfezioniste e le ricerche mostrano che si tratta di una caratteristica più femminile che maschile. In questo è molto probabile che la componente societaria abbia un impatto importante: i bambini sono molto più incentivati a prendere rischi anche se poi falliscono, le bimbe invece sono spinte a fare scelte più sicure e lineari. Il messaggio che ricevono e che probabilmente abbiamo ricevuto noi nel passato è che non possiamo sbagliare, o quantomeno non è preferibile, e che dobbiamo essere le “brave ragazze” che fanno le cose ad un certo standard.

Le aspettative sono alte e noi ci mettiamo nel nostro alimentandole, finché l’idea di non fare uno specifico lavoro perfetto ci porta a dubitare anche delle nostre capacità in generale, nonostante un curriculum di cose riuscite, se non perfettamente, piuttosto bene. 

 

Sei una perfezionista?

Facciamo un quiz e vediamo se anche tu ricadi in questa categoria:

  • Tendi a procrastinare: tendi a controllare e ricontrollare, rimandare cose finché non sei sicura di poterle fare perfettamente – a proposito di questo, ho creato una guida completamente gratuita con 12 strategie anti-procrastinazione che ti invito a scaricare per cominciare a lavorarci su!
  • Se sbagli perdi sicurezza in te stessa e continui a rimuginarci sopra
  • Hai degli standard molto alti per te stessa
  • Ti senti inferiore se pensi che qualcuno ha più successo di te, provi invidia
  •  Sei sensibile alle critiche
  • Pensi che il valore della tua persona dipenda dalle cose che riesci a realizzare e non per la persona che sei (ovvero ti senti un fallimento se non riesci a realizzare i tuoi obiettivi nei tempi e nei modi, spesso irrealistici, che prevedi)
  • Anche quando porti a compimento un obiettivo, nonostante i riconoscimenti, pensi che avresti potuto fare meglio
  • Ti importa profondamente l’opinione che gli altri hanno di te
  • Ti limiti perché non ti piace provare cose che potrebbero metterti in imbarazzo o farti fallire
  • Hai aspettative molto alte anche sugli altri

 

Il risultato è che provi a fare tutto alla perfezione e così fai meno di quello che potresti perché la paura di fallire ed essere giudicata dagli altri ti blocca. Anche quando ti butti e sbagli continui a rimuginarci sopra e pensi che lo sbagliare ti renda una persona inferiore e non adeguata. Se ti succede spesso di sentire il peso del giudizio altrui, ti invito a leggere il mio articolo in cui ti aiuto a superare questa paura – clicca qui!

Oppure fai troppo e la tua vita è stressante, vivi costantemente sotto pressione e non riesci a goderti nemmeno i tanti successi che ti porti a casa. C’è sempre un livello di perfezione più alto che vuoi raggiungere ma questo ti costa il burnout.

 

Ma perché il perfezionismo rende la nostra vita così miserabile?

Principalmente perché non è il nostro stato naturale come individui ed esseri umani e quindi stiamo ponendo limite a qualcosa che è profondamente radicato in noi.

Il nostro stato naturale, il modo in cui siamo predisposti ad operare, è l’imperfezione. Il perfezionismo, dall'altro lato, è un costrutto artificiale che ci limita, irrigidisce e ci obbliga a conformarci a degli standard che si dimostrano essere irrealistici.

La verità, o il paradosso che gioca a nostro vantaggio, è che abbracciare l'imperfezione ti aiuterà molto di più ad avvicinarti alla perfezione di quanto non possa fare il mindset della perfezione, perché ti permette di riconoscere il progresso anche quando non hai fatto tutto perfettamente, di cogliere opportunità che altrimenti non coglieresti e imparare a costruire coraggio, resilienza e momentum. Dall’altro lato, la prospettiva è non solo rimanere bloccata dove sei, ma anche ansiosa, stressata, schiacciata da aspettative irrealistiche e disconnessa da te stessa.

Quando sei una perfezionista non sei mai abbastanza. Ti ritrovi in una di queste situazioni:

  • O sei la perfezionista stacanovista che, per provare la propria adeguatezza e conquistare la validazione esterna sulla quale si basa la propria autostima, fa troppo e paga poi il costo di questi ritmi sulla salute fisica e mentale: burnout, mancanza di equilibrio, quello che fa diventa totalizzante e non riesce ad essere presente, connessa e in pace con gli altri e con sé stessa. Nessun obiettivo o risultato realizzato sarà abbastanza da farla compiacere.
  • Oppure sei la perfezionista che, schiacciata da queste aspettative irrealistiche e non disposta ad accettare nessun risultato subottimale, rimane bloccata e demotivata. Invece di avviare un progetto che è una passione e che potrebbe diventare un potenziale business, rimane seduta sul divano a fare le solite cose che sono familiari (e che quindi riescono bene). Anche questo è uno stato che va contro la nostra natura, che ci spinge (anche se poi non l’azioniamo) alla continua evoluzione e progresso.

 

Alla base del nostro perfezionismo c’è un mondo, ma voglio evidenziare 3 aspetti fondamentali:

  • La mentalità del tutto o niente, che non ci permette di buttarci, esplorare, prendere rischi e fare cose che non ci sono al 100% familiari o che sappiamo di poter fare agli standard che ci auto imponiamo o per le quali non conosciamo tutti gli steps. Non posso andare in palestra 5 giorni a settimana per un’ora al giorno? Allora che senso ha farlo? Non riesco a leggere un capitolo di un libro ogni giorno, allora significa che non sono costante nella lettura e lascio stare. Non posso nutrire il mio corpo perfettamente? Tanto vale scofanarsi il pacco di biscotti, perché tanto lo sforzo non vale la pena. Nella mia esperienza di coach, questo è uno dei cambiamenti di mindset più potenti, importanti e fondamentali da fare, uno di quelli con cui combattiamo di più. Non è tutto o niente, ci sono una miriade di altre opzioni nel mezzo che comunque ci assicurano il progresso. Di questo trattiamo proprio in Food, Habits & Mind, il mio percorso di crescita personale di 8 settimane che è veramente un punto cruciale per dare una svolta alla nostra vita. Il cambiamento avviene quando cominciamo a vedere le nostre scelte e decisioni in maniera più flessibile, ci diamo la possibilità di produrre un risultato subottimale o di trovare alternative gestibili per noi in ogni momento, che magari non rispondono ai nostri standard ma che comunque ci avvicinano alla nostra vita ideale. 

 

  • L’autostima e la fiducia in noi stesse - quando siamo perfezioniste mettiamo costantemente in discussione le nostre capacità, al punto a volte da soffrire della sindrome dell’impostore. Riflettiamo questa presunta inabilità sulla nostra identità. Non ci reputiamo persone che non sanno fare qualcosa (magari competenze che si possono imparare ed acquisire - growth mindset) ma ci sentiamo una persona sbagliata per non essere sempre al 100% (fixed mindset). Ci sentiamo inadeguate, costantemente con la necessità di dimostrare. Magari siamo persone veramente capaci e ci sono momenti di lucidità in cui lo riconosciamo, ma basta il minimo segnale esterno (o mancato tale) che non validi questo che ci sentiamo completamente incompetenti. Costruire quella fiducia e quell’autostima è quindi necessario ed importante e si fa con l’azione: prendendo decisioni anche quando non abbiamo tutte le risposte, mettendoci in situazioni non familiari, buttandoci e sbagliando per vedere che, tutto sommato, la vita va avanti. In Food, Habits & Mind lavoriamo tantissimo su questo, non solo operando sul mindset, ma anche lavorando sulle nostre abitudini. Quelle piccole azioni quotidiane che ci fanno sentire equilibrate e ci fanno capire che anche se non facciamo il 100% possiamo fare progressi e creare il nostro personale successo.
  • Mancanza di autocompassione: non accettiamo di sbagliare, non accettiamo noi stesse per le nostre imperfezioni, siamo estremamente critiche con noi stesse e veramente non ci diamo tregua. L'autocompassione è uno step fondamentale per prendersi cura di sé e, così facendo, assicurarci di poter esprimere il nostro potenziale ogni giorno in modo sano ed equilibrato.

 

La consapevolezza è importante per cominciare il cambiamento. Sai che vorresti più equilibrio e più serenità, perché la vita non può solo essere rincorrere obiettivi o rimpiangere obiettivi non rincorsi, ma che può essere un fluire di progresso che comprenda due passi avanti e uno indietro, comprenda il fallimento ma anche tantissime opportunità di crescita ed esplorazione.

Sei pronta a mettere in atto il tuo cambiamento positivo? 

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